“La provvidenza ha creato i Maharajah per offrire uno spettacolo al genere umano” scrisse Rudyand Kipling, e fu per trovare quei re e le loro fiabesche ricchezze che Cristoforo Colombo andò a cercare le Indie di levante per la via di ponente imbattendosi in un altro continente.

Il Rajasthan è solo una delle tante Indie che si sovrappongono e si contrastano ma è, forse, la più accogliente e rassicurante.

Si vedranno bellissimi palazzi (Jaipur) che sembrano usciti dalle pagine delle Mille e una Notte, templi induisti e jainisti, architetture dove spesso si fondono elementi Moghul (Fatepur Sikri) con la razionalità europea, fino a quel monumento all’amore che è il Taj Mahal (Agra).
Si ammireranno le Haveli cioè le case abbellite con affreschi, interni ed esterni, con commistioni tra la tradizione e la “modernizzazione” portata dagli inglesi.
La città rosa (Jaipur), la città azzurra (Jodpur), e la città dorata (Jaisalmer) tutte brulicanti gente, colori, lingue, che illustrano un’incredibile ricchezza di storia e cultura. Una cultura che a Jaipur è anche scienza, dove astronomia e astrologia si fondono da 4000 anni, dove sono nati i numeri e l’algebra.

Il Rajasthan è un viaggio che permette ancora di sognare senza perdere di vista le problematiche sociali che ancora oggi travagliano questo immenso paese.