UTE Teatro

Fondato e diretto da Valentino Borgatti

La gente di teatro rappresenta la miglior compagnia, per chi abbia tempo e voglia di divertirsi – o di far lazzi, come si diceva nella Commedia dell’Arte. Accanto alla scuola, al talento, all’istinto nell’attore convive, anzi prevale, soprattutto il personaggio, il figurante, l’hystrio, il corpo recitante. Che improvvisi o dia voce a parole altrui possiede sempre la capacità di stregare il pubblico. Il mestiere che si affina nel tempo diventa la sua seconda natura, se non la prima. Il repertorio gli si adatta come una pelle nuova, rendendolo pari alla figura immedesimata. Così Arlecchino, così Pulcinella, così le mille sfaccettature dei personaggi scaturiti dalla letteratura. L’umanità che calca la scena duplica i caratteri, il mondo, gli eventi, la realtà. Non tanto e non solo il suo doppio, non me ne voglia Artaud, ma l’evidenza e il primato della scena sul grigio procedere dei giorni. Chi fa teatro è gente fra la gente, e insieme rappresenta la funzione che accompagna lo stare insieme, in pratica il “farsi compagnia”. Funzione che è finzione, non per necessità, ma per spirito creativo. Così è accaduto quando Valentino Borgatti ha fondato il gruppo teatrale che ha scelto di ricordare, nel nome, quel Luigi Riccoboni che fu maestro di spessore europeo: in arte Lelio, vissuto tra il 1676 e il 1753, grande interprete, critico, drammaturgo, saggista di fama mondiale, nato a Modena.

Per la cronaca questo accadeva nel 1994, e l’UTE era ancora giovane, se così si può dire, ma già con la voglia di fare sul serio, anche le grandi opere da mettere in scena.

Nel 2008 il sopraccitato gruppo teatrale dà vita a un Premio, anch’esso intitolato a Riccoboni, da assegnare ai grandi interpreti della scena teatrale italiana. Il 19 aprile di quell’anno il riconoscimento viene assegnato per la prima volta a Ferruccio Soleri, storico interprete, in tutto il mondo, dell’Arlecchino di Goldoni. A Soleri, già ottantenne, viene consegnato non denaro o medaglie, ma un prelibato prosciutto modenese, accompagnato da affetto, stima, amicizia e riconoscenza. Soleri se lo porta via gelosamente, la fame resta fame anche fuor di scena e Arlecchino può finalmente scialare. Nasce così una tradizione che si mantiene per le successive edizioni del Premio: prosciutto per tutti, sempre ben accetto anche da interpreti abituati agli oggetti in metallo prezioso, alle grolle, agli assegni. A tutti i premiati presentazione, interviste, domande da parte del pubblico, finché – a un certo ben calcolato punto – entra la Famiglia Pavironica, dilatando la scena con intermezzi improvvisati.

Riassumendo le edizioni nelle quali il “prosciutto” è stato assegnato sono:

FERRUCCIO SOLIERI, storico interprete dell’Arlecchino di Goldoni (19.04.2008)
UMBERTO ORSINI, con gli applausi di un folto pubblico (15.11.2009)
ELISABETTA POZZI, artista di grande professionalità artistica (17.05.2011)
GIORGIO ALBERTAZZI, storico maestro della scena teatrale e cinematografica (18.02.2012)
PAOLO POLI, poliedrico ed istrionico interprete di tanti personaggi (21.11.2012)
ANTONIO FAVA, interprete mondiale dell’immortale maschera di PULCINELLA (22.02.2014)
MARIA PAIATO, la più importante presenza femminile della scena italiana (21.03.2015)
MASSIMO POPOLIZIO, allievo di Ronconi e grande interprete teatrale (02.04.2016)
GABRIELE LAVIA, conoscitore dei classici e della loro insostituibile funzione (22.04.2017)

 

Sede: Via del Carmine, 15 – 41121 Modena
Contatti: tel 059 235356 – segreteria 059 221930
e.mail: valentino.borgatti@gmail.com – ute@utemodena.it
telefono: 059 221930

TUTTI GLI SPETTACOLI E I PREMI RICCOBONI DALLA ISTITUZIONE DEL GRUPPO AD OGGI
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