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UTE Corale

Fondata dal M° Roberto Guerra
Diretta dal M° Marco Bernabei

Fare musica insieme, accompagnandola col canto, rappresentò sicuramente un atto propiziatorio, un modo di rendere istituzionale il lamento funebre, l’incitamento guerriero, le feste. Sappiamo che i greci codificarono il modo di unire le voci all’unisono, in quella che era la struttura del loro teatro, dove il coro era un elemento portante. Nel medioevo il processo conobbe un’evoluzione in parallelo con lo sviluppo degli inni sacri e la storia della polifonia. Mentre le voci si diversificavano, i luoghi delle esecuzioni adeguavano l’acustica all’interno di strutture di superba bellezza, nelle cappelle dei Papi e del Re. In questo contorno lo spettacolo si raffinò, tenendo conto che i coristi del passato si facevano ascoltare benissimo senza amplificazione: la responsabilità era solo della voce e di un calcolo spaziale e volumetrico. Per non parlare dei canti in piazza, con un loro repertorio spesso irriverente e satirico.

La coralità del canto costituisce un’attrazione ininterrotta, non solo un piacevole diversivo. Ancor oggi è un potente mezzo di aggregazione e produce una delle più tipiche condivisioni alimentate dalla sindrome artistica, nel caso il richiamo musicale.

All’UTE questo tipo di insegnamento ha avuto un inizio precoce, se già dal 1995 il Maestro Roberto Guerra teneva lezioni di Canto Corale, seguito da un trentacinque allievi. L’idea di formare un Coro stabile piacque alla dirigenza UTE, che, nel 1997, costituì la “Corale Estense”, formata esclusivamente da associati. In data 17 febbraio 2000 fu approvato uno specifico regolamento del Gruppo.

Tra prove settimanali e concerti in uniforme la Corale Estense arrivò a toccare rapidamente i sessanta membri. L’inizio non fu semplicissimo, perché c’erano solo voci femminili. Da qui una vera a propria caccia all’uomo: “nei corridoi dell’UTE bastava che un uomo parlasse con voce più armoniosa del solito perché venisse immediatamente accalappiato”, scrive Roberto Guerra. Fatto sta che poco dopo l’Estense contava una gamma di voci pressoché completa. Nello stesso tempo si ampliavano e variavano i brani del repertorio. Da quel momento la storia del Gruppo coincide con la serie delle esibizioni che l’hanno portato a girare la città, la provincia e il mondo. Infine nel 2005 ci fu il cambio della direzione artistica, che passò nella ancor giovane bacchetta del Maestro Marco Bernabei, tuttora guida del Gruppo.

Uno degli appuntamenti fissi nel frattempo è diventato il Concerto di Natale, che debuttò il 16 dicembre 1999 nella Basilica Abbaziale di San Pietro in Modena. Era l’ultimo Natale del Millennio, scrisse Franco Bisi sulla nostra “Bacca di lauro”, con una “partecipazione veramente imponente ed esaltante”.

Il Concerto rappresenta “un gesto augurale coralmente espresso col seducente linguaggio della musica e del canto”.

Incise nella memoria del pubblico sono rimaste molte altre esibizioni. Nel 1998 la “Estense” ha partecipato alle manifestazioni per “Modena Capitale” eseguendo musiche di epoca ducale. Nel maggio 2003 ci fu una importante trasferta a Roma, per cantare nella Messa celebrata dentro la Basilica di San Pietro.

Il repertorio di brani eseguiti supera oggi i 120 pezzi, tra canti religiosi e gospel, tra barcarole e motivi dialettali, tra arrangiamenti di opere straniere e momenti pucciniani e verdiani, tra arie da operetta e altre appartenenti alla tradizione più classica.

Un pomeriggio indimenticabile resta quello del 14 ottobre 2006, allorché la Direzione dell’Istituto intitolato appunto a Orazio Vecchi, invitò la Corale Estense ad esibirsi insieme agli allievi della prestigiosa scuola diretta da Raina Kabaiwanska.